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Mostra a cura di: Nadia Monasterolo
da
sabato 19 Marzo fino al 10 Aprile 2005
Organizzazione : Associazione Culturale
7MUSE
http://www.7muse.com/
Orari: da martedì a venerdì 15,30/19,00
Sabato, domenica, festivi e prefestivi 10,00/12,30 -
15,30/19,00
Inaugurazione: Sabato 19 Marzo alle
ore 17,00
Info:
Associazione
culturale “7muse” tel. e fax
0172-813930
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“L’UOVO” IL SIMBOLO DELLA VITA NELL’ARTE.

Nel mondo
intero, la Pasqua è rappresentata dall’uovo: quello
intagliato, dipinto, di cioccolato, di terracotta e di carta
pesta, ma mentre le uova di cartone o di cioccolato sono
d’origine recente, quelle vere, colorate o dorate hanno
un’origine che risale al lontano passato. Difatti, le uova,
forse per la loro forma e sostanza molto particolare, hanno
sempre rivestito un ruolo unico, quello del simbolo della vita
in sé, ma anche del mistero, quasi della sacralità e, già al
tempo del paganesimo in alcune credenze, il Cielo e la Terra
erano ritenuti due metà dello stesso uovo, e ritenute il
simbolo del ritorno alla vita, simbolo questo, a cui è molto
legata l’artista Maria Rosaria Paticchia.
Nata a
Carmiano (Lecce), dal 1979 vive ed insegna a Racconigi (CN), nel
1977 ha conosciuto l’artista praghese Marketa Bartakova e con i
suoi insegnamenti ha incominciato ad apprendere i vari passaggi
per la decorazione delle uova, tecnica questa molto utilizzata
in alcuni paesi dell’Est.
La gran
passione, abilità e feeling che sente nascere verso il valore
rappresentativo dell’uovo, l’ hanno portata a voler sviluppare
una sua personale ricerca artistica, andando oltre
l’insegnamento base ricevuto e poter così trasformare, i gusci
delle uova vere di svariate misure da quelle di quaglia a quelle
di struzzo, in supporti da rivestire con particolari tecniche
quali : batik, decoupage, con cera in rilievo e pittura. E’
abile anche nell’incisione e con pazienza e precisione,
utilizzando piccoli attrezzi, trasforma alcuni punti del solido
materiale in un ricamo, da abbellire poi, con puntina ture di
colore e perle facendole diventare “uova gioiello”.
L’utilizzo
delle uova avviene previa preparazione specifica in modo tale da
svuotarle e sterilizzarle rendendole inalterabili nel tempo.
Maria
Rosaria, possiamo dire, essere l’unica in Italia ad avere una
conoscenza tecnica di trasformazione e decorazione delle uova,
tanto da renderne, in modo così raffinato e singolare eleganti
oggetti d’arredamento e da collezione.
La sua
ispirazione, anche classica con losanghe che si adattano meglio
alla forma ovoidale creando un gioco di simmetria ed armonia,
ricalca lo stile del gran maestro orafo Peter
Carl Fabergè, che nel 1883 ricevette dallo Zar
Alessandro, la commissione per la creazione di un dono speciale
per la Zarina Maria.
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La forma
perfetta, essenziale ed elegante delle uova, è per Maria Rosaria
Paticchia un supporto da utilizzare come delle tele, la sua
fantasia gli permette di decorarle collegandosi a svariati temi
come l’omaggio a Fortunato Depero, l’omaggio a Marc Chagall “Il
Gallo – Parigi 1947”, ripercorrere lo studio e la storia del
misterioso volto della “Maschera di Ferro” e l’uso dei Gigli di
Francia, fregi e decori, nel periodo storico dal 1643 al 1703,
svariate composizioni da utilizzarsi come centro tavola,
segnaposti, fino a creare uova personalizzate anche come
bomboniere.
Per restare
nel campo dell’arte, ricordiamo che anche i più grandi artisti
pittori, nei loro capolavori, hanno utilizzato la figura
dell’uovo come nelle tele di Felice Casorati “Le uova sul
tappeto verde” e “Le uova sul cassettone” o dell’estroso
Salvador Dalì “Uova fritte su un piatto senza piatto” e “Pane
francese con due uova senza piatto”. Nella splendida tela “La
madonna col Bambino, Santi, Angeli e Duca da Montefeltro” di
Piero della Francesca poi ritroviamo l’esempio del valore
simbolico dell’uovo – zero, dove grazie al sapiente uso
prospettico della luce, l’uovo diventa quasi protagonista
assoluto, alla quale l’artista sembra avere affidato un
messaggio interiore, ricco di mistero.
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Il fascino
e la particolarità “ del tutto” che sprigionano queste
sculture, è visibile anche in questa rassegna della
Paticchia presso l’Associazione Culturale 7 MUSE di
Racconigi, in Via Beata Caterina 14, in collaborazione con
Città di Racconigi, Regione Piemonte e Provincia di Cuneo, con
oltre cinquanta pezzi, dove è protagonista non solo la “magia”
di questi supporti ovoidali dipinti, ma, l’affascinante
messaggio, da sempre esistito, apportatore di fortuna,
fertilità, prosperità e ritorno alla Vita.
Nadia Monasterolo
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