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 DARIO TREVES (Torino 1907-1987)

 

BIOGRAFIA
 

1907   Dario Treves nasce a Torino il 12 gennaio. Figlio di Emma Cavaglion e Giuseppe Treves, compositore e direttore d’orchestra al Teatro Regio di To­­rino, inizia negli anni del liceo a frequentare lo studio del pittore Arturo Conterno. 

1922   Al liceo Alfieri nasce la sua amicizia con Norberto Bobbio e con Cesare Pavese di cui condivide il carattere schivo e riservato. 

1927   Diventa allievo del noto pittore impressionista Giovanni Guarlotti, nel cui studio incontra Egle Carpano che diventerà poi sua moglie. Pur senza entrare a far parte di correnti e movimenti, partecipa attivamente alla vita culturale della Torino di quegli anni e frequenta intellettuali ed artisti della cerchia di Riccardo Gualino, Felice Casorati, Carlo Levi, Enrico Paulucci, Galante, Gobetti, ecc. Per confrontare direttamente quanto succede a Torino con quanto avviene fuori d’Italia, e per ampliare i suoi orizzonti e le sue esperienze, inizia una serie di viaggi e di soggiorni all’estero. 

1930    È in Francia ed a Parigi. 

1933   Si reca in Olanda e Danimarca, poi in Norvegia e Svezia. L’anno seguente rientra in Italia e intanto musei e collezionisti incominciano ad interessarsi al suo lavoro e ad acquisirne le opere. Il primo è il Musée Jules Chéret di Nizza che acquista il quadro  Faux-Jour (’34). Riceve la Menzione d’Onore al Salon de Paris per il quadro Partenza  Forzata (’34). 

1935   Espone alla Foire International di Parigi. È in Russia e in Finlandia. In quegli anni inizia ad esporre e prende parte ad importanti esposizioni a Torino, Nizza e Parigi: Promotrice delle Belle Arti di Torino (1928-1932), Amici dell’Arte di Torino (1929-1934), Société des Beaux Arts di Nizza (1928-1932), Salon du Printemps di Parigi (1933-1938). Sono di questo periodo Il vizio (’36), Il Rabbino Disegni (’37), Il Nano (’38). In Italia intanto la situazione politica si fa sempre più difficile. Si sposa con Egle Carpano. 

1940   È costretto a lasciare l’Italia a causa delle leggi razziali e a rifugiarsi con la famiglia negli Stati Uniti. A New York apre una scuola di pittura al 200 West della 57a Strada, e frequenta il mecenate e collezionista Oscar Ghez e i pittori Mane-Katz, Schweckler, Donati, Kisling, George Michel, come lui esuli dall’Europa. Nasce il figlio Sergio. 

1944   Personali alla Lilienfeld Gallery di New York e alla Van Diemen Gallery di NewYork.

1945   Personale alla City Gallery di Philadelfia. Appartengono alla produzione del periodo americano: Nello Studio (’44), Autoritratto (’45), The Backyard (’46). Nasce il figlio Giorgio. 

1947  Rientra in Italia, a Torino. La sua pittura, pur mantenendo gli echi di quella francese (Vuillard, Marquet, Vlaminck, Soutine) si fa sempre più cromatica, sintetica e nervosa. I soggetti, e specialmente quelli in studio, perdono il loro carattere di composizione tematica a favore di una ricerca più espressionista e di un approfondimento psicologico. Tra i paesaggi, quelli montani, e particolarmente quelli val­dostani, occupano un posto di rilievo.           

1953   È nuovamente negli Stati Uniti dove soggiorna e lavora a San Francisco e Los Angeles. 

1955   È invitato alla Quadriennale della Promotrice delle Belle Arti di Torino. 

1956 Personale alla Galleria Fogliato di Torino. È in Messico, Honduras, Guatemala e San Salvador sulle orme delle civiltà precolombiane. 

1959  Personale alla Galleria La Bussola di Torino e na­scita dell’amicizia con Giorgio Giusti. È invitato a far parte della Promotrice delle Belle Arti di  Torino. Riceve il Premio Alfieri. L’Italia e la Francia so­no ormai i centri della sua attività pittorica: i paesaggi della Valle d’Aosta, quelli della Liguria, dell’Auvergne e della Camargue, oltre a quelli toscani e astigiani diventano le sue ricorrenti fonti d’ispirazione. 

1961  Soggiorno di lavoro ad Amalfi con i pittori Emprin, Vellan, Tomaselli, Fico, Gariazzo e Corbelli. 

1962   Visita e soggiorna in Marocco realizzando schizzi e quaderni di viaggio. Personale alla Galérie Jean de Ruaz a  Parigi.

1963   Personali al Musée de l’Athénée di Ginevra, alla Ga­lérie Paul Valloton di Losanna e al Museo di Cuneo. Trasferisce il suo studio torinese da corso Stati Uniti 3 a via Viotti 9. 

1964   Trascorre un lungo soggiorno in Messico e Honduras sulle orme delle civiltà precolombiane. Personale alla Galleria L’Approdo di Torino. 

1965   Espone al Modern Art Centre Max Bollag di Zurigo.  

1966   Personale alla galleria del Corso di Caltanissetta. 

1969   Espone al Petit Palais  Musée d’Art Moderne, Gi­nevra. Gli ultimi anni ’60 e gli anni ’70 sono caratterizzati da una rinnovata irrequietezza e dal bisogno di viaggiare e di conoscere mondi e civiltà di­verse: soggiorna in Israele, Egitto, in Kenia, Uganda e soprattutto in Sud Africa.

1971   Personale alla Galleria Caldarese di Bologna.

1973   Personale alla Gallery 101 di Johannesburg.

1974   Personale alla Galleria Ekkehard di S. Gallo. 

1975   Personali alla Galerie Bad Schinznach di Zurigo ed alla Galleria Pirra di Torino. 

1976 Personale ad Asolo, al Convento di S. Luigi, sotto il patrocinio della Fondazione Maeght. Viene realizzato il film “DARIO TREVES” prodotto dalla Corona Cinematografica e diretto da Giorgio Treves. 

1978   Muore a Torino l’8 settembre. 

1991   Prima personale postuma allo Studio d’Arte Le Immagini, Torino.

1997   Mostra retrospettiva alla Tour Fromage, Aosta.  Mostra retrospettiva al Petit Palais  Musée d’Art Moderne, Ginevra. “Anima e Corpo”, Palazzo Cuttica di Cassine, Alessandria. “Novecento Nudo”, Museo del Risorgimento Vittoriano, Roma. Personale alla Galleria Art Point, Aosta.

1998   Mostra retrospettiva alla GAM Galleria Civica d’Arte Moderna, Torino. Mostra retrospettiva “Dario Treves  viaggi e paesaggi” alla Pinacoteca del Museo Civico, Asti. 

1999  Personale alla Maison De L’Amerique Latine, Monte Carlo  alla Galleria Il Platano, Asti  Personale alla Galleria Dantesca, Torino. 

2001   “Da Renoir a Picasso: un secolo d’arte dal Petit Palais di Ginevra”, Palazzo Bricherasio, Torino. “Guarlotti e il suo tempo” al Circolo degli Artisti, Torino. “Dal Divisionismo all’Informale”, Palazzo Liceo Saracco e Spazio Ex-Kaimano, Acqui Terme  “Volti: da Grosso a Casorati”, Museo Borgogna, Vercelli.

2003   Mostra retrospettiva “Dario Treves: lo sguardo in viaggio” a cura di Marco Vallora, all’Archivio di Stato di Torino. Mostra retrospettiva “Il corpo e l’ombra nell’opera di Dario Treves”  a cura di Floriano De Santi al Museo del Territorio Biellese - Chiostro di S. Sebastiano, Biella.

 

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